CRISI HAITIANA

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL'ANPIL

Con la fuga di Aristide, la crisi di Haiti ha preso una svolta : chi ha perso e chi ha vinto ?
Innanzitutto il Presidente Aristide non è scappato. E' stato costretto a lasciare il Paese sotto le pressioni sempre più insistenti degli Stati Uniti e della Francia ed ha, in piena libertà, rassegnato le dimissioni per evitare, come lui stesso ha affermato, un bagno di sangue.
Chi ha perso ?....Ha perso il popolo haitiano e la sua speranza di poter vedere realizzato uno stato democratico.
Aristide è stato lasciato da solo a fronteggiare questa crisi nonostante gli innumerevoli appelli da lui lanciati alla Comunità Internazionale per difendere il Paese dai terroristi e per difendere la democrazia. Nessuno si è mosso.
 
In realtà la Comunità Internazionale aveva preparato un Piano di Pace….
E' vero, ma perché allora non ricordiamo che l'unico ad aver accettato e sottoscritto il Piano di Pace è stato Aristide. L'opposizione ha sempre respinto tale piano.
 
Cosa la colpisce di più di questa crisi ?
Sono indignato per come è stata presentata questa crisi agli occhi dell'opinione pubblica.
Si è trattato di un vero e proprio Golpe 'Bianco' (passatemi la parola).
Da un lato si è fatto credere che fosse in atto una guerra civile e che tutta la nazione si stesse ribellando contro Aristide, poi si è data la colpa alle Chimeres, corpo di polizia creato da Aristide e accusato delle più allucinanti nefandezze…
Ma in realtà le cose non sono andate proprio così…
 
Quale sarebbe la verità, allora ….
La verità è che la deposizione di Aristide è stata programmata e organizzata già da parecchio tempo.
Aristide si è sempre opposto alla politica di privatizzazioni 'spinte' richieste dall'amministrazione americana e per questo aveva subìto il ricatto economico del FMI (Fondo Monetario Internazionale), di cui gli Usa sono il principale contribuente, che infatti ha bloccato 700 milioni di $ già stanziati per il Paese Caraibico.
In più la capacità di Aristide di stringere delle partnership con Taiwan e, recentemente con l'India, ha destato non poche preoccupazioni nell'amministrazione Bush che ha visto concretizzarsi il rischio di avere, alle porte degli Usa, un Paese-avamposto dell'imprenditoria asiatica 'low cost production' con il fiorire di industrie e accordi economici.
Inoltre grazie proprio agli accordi con questi due Paesi asiatici, Aristide stava riuscendo ad aggirare il ricatto economico del FMI e stava realizzando importanti opere di infrastrutture in Haiti.
 
Sì, ma il 'Golpe Bianco'… ?
Data la situazione, l'amministrazione Bush ha deciso di intervenire e di porre fine alla carriera politica di Aristide.
Ma non poteva intervenire direttamente. Dopo i risultati fallimentari della politica estera connessi all'invasione dell'Afghanistan, dell'Iraq, dello smacco della mancanza delle armi di distruzione di massa (pretesto per giustificare l'intervento armato), Bush non poteva permettersi un altro fallimento soprattutto in prossimità della campagna presidenziale.
Si è quindi attivata la CIA per organizzare nell'ombra il rovesciamento di Aristide.
L'idea era quella di effettuare una operazione che avesse una precisione 'chirurgica' : penetrare nel Paese con gruppi paramilitari professionisti, effettuare una campagna di controinformazione nei confronti di Aristide per delegittimarlo agli occhi dell'opinione pubblica internazionale, e, al tempo stesso, cercare di lasciare inalterati gli equilibri della vita sociale evitando lo scoppio di una guerra civile.
Il Golpe Bianco è questo.
La CIA si è subito accordata con i servizi segreti dominicani per pianificare il tutto.
 Non pensa di fare un po' troppa fantapolitica ? Cosa c'entra la Repubblica Dominicana, adesso ?...
Consideriamo chi sono i capi dei ribelli : Chamblain e Guy Philippe.
Il primo ha partecipato al Colpo di Stato contro Aristide del 1991, portando al potere il generale Cedras (deposto poi nel 1994), il secondo ha tentato un Colpo di Stato contro Aristide nel 2001 che però è fallito.
Entrambi per sfuggire alla cattura del Governo haitiano, si sono rifugiati nella confinante Repubblica Dominicana.
Il 7 maggio 2003 Guy Philippe, assieme ad altre 5 persone è stato arrestato in un albergo dominicano con l'accusa di preparare un nuovo Colpo di Stato contro Aristide, finanziato da un potentissimo banchiere di Port au Prince il cui nome non è stato rivelato dalla polizia.
Aristide ha sùbito chiesto l'estradizione di Guy.
Il Presidente Hipolito Mejia ha negato l'estradizione.
Ad Aristide è stata comunque data l'assicurazione che " nessun gruppo utilizzerà il territorio dominicano per intraprendere azioni contro il Governo di Haiti ".
Bene, a febbraio 2004, neanche un anno dopo quella dichiarazione, Guy Philippe ha oltrepassato indisturbato la frontiera di Haiti a capo di 300 uomini armati fino ai denti e vestiti con divise nuove di zecca e caschi lucidissimi.
Le armi sono, manco a dirlo, di fabbricazione statunitense.
Mi sembra che i fatti parlino da soli…
 
Quale è stato il ruolo della Comunità Internazionale ?
La Comunità Internazione è stata completamente assente.
All'inizio della crisi è stato elaborato un Piano di Pace che prevedeva Aristide in carica fino alla scadenza del suo mandato (febbraio 2006), ma privato dei suoi poteri e con un Primo Ministro nominato dall'opposizione.
Aristide ha accettato il Piano e lo ha sottoscritto. L'opposizione no.
Sono continuati gli scontri e l'occupazione da parte dei ribelli.
Successivamente la posizione degli Stati Uniti e della Francia si è progressivamente orientata verso l'esplicita richiesta ad Aristide di dimettersi e di lasciare il Paese.
Aristide fino all'ultimo ha continuato a chieder l'invio di una polizia internazionale, senza avere alcun ritorno.
 
Insomma per Lei Aristide è una vittima; ma gli Usa accusano Aristide di essere stato colluso con la droga e di aver instaurato un clima di terrore e dittatura nel Paese ….  
A me non interessa difendere Aristide o accusarlo.
A me interessa difendere il principio della democrazia. Un presidente eletto democraticamente non può essere deposto sotto la pressione delle armi. Potevano esserci infiniti modi per limitare il potere di Aristide e il Piano di Pace proposto era uno di questi : perché non è stato sostenuto ?
Sulle accuse degli Usa….abbiamo già visto, per il tema Iraq, la sceneggiata di Colin Powelll all'ONU mostrante la provetta con la polvere 'incriminata'. Quella era la prova che Saddam aveva armi di distruzione di massa. Su quella accusa è stata decisa la 'guerra preventiva'. Oggi lo stesso Colin Powell ammette che l'Iraq non ha armi di distruzione di massa….
Accusano Aristide di aver protetto i narcotrafficanti ?…., a me risulta che Guy Philippe sia stato per anni vicino ai principali narcotrafficanti di Haiti
Aristide un dittatore ?.....Gli Usa non parlano del curriculum vitae di Chamblain, uno dei capi dei ribelli. A capo degli Squadroni della Morte durante la dittatura di Cedras, è stato responsabile dell'uccisione e della 'sparizione' di migliaia di sostenitori di Aristide negli anni che vanno dal 1991 al 1994. E' un terrorista.
Strano che gli Usa non abbiano speso una sola parola nei suoi confronti.
Dopo l'11 settembre tutto il mondo si è mobilitato contro il terrorismo, ma l'esperienza di Haiti di questi giorni ha dimostrato che esiste un terrorismo di serie A e uno di serie B.
 
Il ruolo della Chiesa ?
Totalmente assente.
Il nunzio apostolico in Haiti, un italiano, mons. Bonazzi, ha brillato per la sua assenza e per la sua incapacità di usare le armi della diplomazia per dare il suo contributo a risolvere la crisi.
Un uomo lontano dai poveri di Haiti e che non ha mai conosciuto Haiti.
 
Però il Pontefice ha lanciato un appello per Haiti all'Angelus di domenica 29 febbraio…
Sì, il tempismo del Pontefice è notevole : dopo 5 settimane di crisi, si è ricordato di Haiti quando ormai tutte le diplomazie di mezzo mondo avevano saputo della partenza di Aristide da Haiti.
Tempismo perfetto !
Neanche la Chiesa ha saputo proteggere il suo ex prete salesiano che ha cercato, entrando in politica, di realizzare il sogno di una democrazia al servizio dei poveri.
Ma il dovere di un buon cattolico non è anche quello di assumersi delle responsabilità anche sul piano politico ?
Ma, si sa, i poveri , finché rimangono poveri, sono 'folklore'. Quando ai poveri si da del potere diventano…pericolosi !
E poi Haiti non è mica la Polonia…
 
La Chiesa che rinnega un suo figlio ?
Non avrei saputo dirlo meglio, ma…non mi sembra che per l'Istituzione 'Chiesa' questa sia una novità.
 
Parliamo del ruolo dell'Italia ?
Si fa in fretta : inesistente.
La nostra politica estera va al rimorchio di quella statunitense.
Non ho sentito un solo politico italiano nominare, neanche per sbaglio, la parola Haiti.
Tanti bei paroloni contro il terrorismo, tante manifestazioni di piazza per la pace e…non è stato mosso un dito per contribuire a risolvere la crisi haitiana.
 
Converrà che Haiti è un po' distante dall'Italia ?.....
Indubbiamente l'Italia è distante da Haiti non solo geograficamente , ma anche …economicamente.
Sono praticamente nulli gli interessi economici del nostro Paese in Haiti.
Ma è anche vero che era altrettanto distante il Mozambico : eppure a riappacificare quel Paese devastato da 16 anni di guerra civile è intervenuta l'Italia che è stata capace di mediare e risolvere la crisi.
L'Italia ha una capacità diplomatica senza eguali nel mondo e le nostre forze armate hanno sempre dimostrato una notevole sensibilità e capacità di 'rasserenare' gli animi quando sono intervenute per missioni umanitarie e di pace.
Purtroppo i primi a non credere nelle nostre capacità siamo noi italiani stessi e i nostri politici.
Ci sottovalutiamo sempre e andiamo al rimorchio di qualche altra nazione senza avere il coraggio di avanzare proposte innovative e coraggiose !
E poi perché l'Italia non potrebbe sviluppare un interesse anche economico in Haiti ?: lo ha fatto nella confinante Repubblica Domenicana dove ben 25.000 italiani sono residenti laggiù e dove sono state installate numerose industrie, oltre che attivati numerosi centri turistici.
Oggi in Haiti a dare elettricità al Paese è la Centrale Idroelettrica di Peligre, realizzata negli anni 60/70 dall'Ansaldo Italiana.
 
Cosa succederà ora ?
Si instaurerà un governo provvisorio col compito preparare le nuove elezioni per il nuovo Governo.
Elezioni che non so quanto valore potranno avere essendo nate dalla destabilizzazione armata di un regime democratico.
La gestione di questa crisi ha messo in Haiti il seme di un nuovo malcontento popolare che non tarderà a dare i suoi frutti negativi.
 
La crisi di Haiti è finita ?
No, temo che sia appena cominciata.

Da Alma Giraudo, mia nota personale: l'ANPIL è una importante organizzazione di missionari cattolici che opera ad Haiti da alcuni anni per aiutare i bambini poveri e favorire le adozioni a distanza. Chiedo a chiunque ne abbia i mezzi di offrire il proprio contributo o di adottare un bambino a distanza. Ne hanno molto bisogno. Per qualsiasi informazione connettetevi con il loro sito: www.anpil.org. Grazie.

Aristide.Org created and maintained by Jay Atkinson