APPELLO AI MIEI CONNAZIONALI ED AI CITTADINI DI QUALSIASI NAZIONALITA'

Il giorno 29 febbraio di quest'anno è stato attuato ad Haiti un colpo di stato ad opera di governi di Paesi stranieri, cioè  USA, Francia e Canada, servendosi anche di noti criminali responsabili di orrende atrocità nei confronti dei cittadini di Haiti, con il sequestro del Presidente legittimamente eletto Sig. Jean Berdrand Aristide, trasportato con la forza nella Repubblica del Centrafrica. Attualmente si trova in Jamaica, grazie all'intervento di alcuni membri del Congresso USA che hanno pesantemente accusato il proprio Dipartimento di Stato per questo crimine.
Per quanto non abbia particolare conoscenza del diritto internazionale, il sequestro di un Capo di Stato è un crimine che dovrebbe essere perseguito dalla (a quanto pare inesistente) Comunità Internazionale.

Negli Stati Uniti si svolgono molte manifestazioni di protesta da parte di comuni cittadini. In Italia non siamo neanche stati informati, salvo alcune eccezioni da parte di qualche quotidiano. Le uniche informazioni sono reperibili su internet, scritte quasi tutte in inglese (riservate quindi a chi conosce la lingua inglese).  Pubblico su questo sito, del Sig. Jay Atkinson, Californiano, su suo permesso, alcuni articoli reperiti su Internet scritti in italiano ed  è mia intenzione far tradurre i tanti articoli scritti in inglese (la mia conoscenza della lingua inglese non è sufficiente) pubblicati su questo sito.
Chiedo:

collaborazione attiva da parte di chiunque sia interessato all'argomento
aiuto nelle traduzioni

- Purtroppo solo per i cittadini membri dell'Unione Europea, di pretendere dal partito che si intende votare un impegno pubblico, preso prima del 15 giugno, di attivarsi presso l'Unione Europea (il silenzio della UE è deprimente tanto quanto il silenzio dell'Italia: forse Haiti non esiste?) affinché il legittimo Presidente venga ripristinato con garanzie di sicurezza nei Suoi confronti, così come il Governo del cui capo non si sa più nulla (Sig. Yvone Neptune) ed il Parlamento, maggioranza ed opposizione legittima e che i criminali che hanno partecipato al colpo di stato vengano immediatamente arrestati (ora sono liberi).
Nel peggiore dei casi che almeno l'Unione Europea richieda all'ONU un'inchiesta imparziale su cosa è avvenuto davvero ad Haiti (per me è chiaro, come per gli Haitiani, per una parte dei cittadini degli Stati Uniti, per i Paesi dei Caraibi, per il Presidente del Venezuela e molti suoi connazionali, e per chissà quanti altri). I Paesi dei Caraibi (riuniti nel CARICOM) non possono richiedere l'inchiesta in quanto poveri e soggetti a ricatto.

Il mio è anche un allarme: chi riesce a comprendere l'inglese capirà, leggendo gli ultimi articoli pubblicati su questo sito, che sono già stati compiuti atti di brutale violenza contro i cittadini di Haiti, anche dai marines che sono stati inviati come forza di interposizione dall'ONU ( commettendo un grave errore). Questo Paese ha già subito troppe violenze; è ora di dire BASTA e dirlo in fretta.

PERCHE' È' COSI' IMPORTANTE COSA È AVVENUTO AD HAITI
Haiti è un piccolo Stato, lontano da noi, popolato da circa otto milioni di persone. Mentre l'opinione pubblica mondiale è giustamente impegnata a protestare contro la guerra all'Iraq, il Governo degli Stati Uniti ha ricominciato (sempre che abbia mai smesso) ad "occuparsi" dei Paesi dell'America Latina:  vedere il colpo di stato in Venezuela, per fortuna fallito (stiamo attenti, ci riproveranno), le fasulle elezioni in Salvador (ve li immaginate i Salvadoregni votare liberamente per i propri carnefici? Ebbene, sono di nuovo al Governo), l'aumento della repressione in Chapas ed in Colombia, (chiedo informazioni circa il Nicaragua anche se mi pare sia aumentata la repressione anche in quel Paese), la distruzione dell'economia dell'Argentina (grazie al FMI, del quale facciamo parte anche noi ed alla Banca Mondiale) ed ora Haiti.

Noi, Europei, abbiamo le nostre responsabilità, non neghiamolo.
Prego chiunque intenda attivarsi di contattarmi alla mia mail syncom@netsurf.it
Alma Giraudo dalla provincia di Torino.

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